Imprese: Unione europea verso un' "unica” tassazione

La Commissione Ue ha introdotto una comunicazione sulla tassazione delle imprese, con l'obiettivo di incentivare un sistema fiscale equo ed efficiente. Ecco le prossime tappe


“È ora di ripensare alla tassazione. Mentre le nostre economie si stanno indirizzando verso un nuovo modello di crescita supportato dal Next generation Eu, anche i nostri sistemi fiscali devono adeguarsi alle priorità del XXI secolo”. Con queste parole il commissario all'economia, Paolo Gentiloni, è intervenuto in occasione dell'adozione da parte della Commissione europea di una comunicazione sulla tassazione delle imprese. Un piano, sia nel breve che nel lungo termine, volto a supportare la ripresa post-covid della regione e a garantire entrate pubbliche adeguate per gli anni futuri. Ma anche a “creare un contesto imprenditoriale equo e stabile, in grado di rafforzare una crescita sostenibile che sia fonte di occupazione”, scrive l'istituzione in una nota.


Il nuovo quadro di riferimento, nei piani della Commissione europea, sarà presentato entro il 2023 e punterà ad una diminuzione degli oneri amministrativi e dei costi di conformità, eliminare gli ostacoli fiscali e l'elusione fiscale, e costruire un contesto “più adatto” per le imprese nel mercato unico. Il pacchetto sarà noto come “Business in Europe: framework for income taxation” (anche denominato “Befit”), rappresenterà un codice unico e “sostituirà la proposta in sospeso relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società, che sarà ritirata”, precisa la Commissione. Come evidenziato da Il Sole 24 Ore, l'armonizzazione dei sistemi fiscali nazionali ha finora incontrato il disaccordo di paesi come l'Irlanda e il Lussemburgo che hanno fatto della tassazione un mezzo per la competitività economica.


La tassazione deve essere al passo con le nostre necessità e le nostre economie in evoluzione. Le nostre norme fiscali dovrebbero supportare una ripresa inclusiva, essere trasparenti e chiudere la porta all'elusione fiscale. Dovrebbero anche essere efficienti per le imprese grandi e piccole”, ha incalzato Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo per Un'economia al servizio delle persone. “La comunicazione odierna creerà le basi per un sistema di tassazione delle società in Europa adeguato al XXI secolo, aiutandoci a realizzare una società più equa e sostenibile”. Sulla stessa linea d'onda anche Gentiloni, che ha evidenziato come il rinnovo delle relazioni transatlantiche offra “l'opportunità di compiere progressi decisivi” anche “verso una riforma fiscale globale”. “Dobbiamo impegnarci per cogliere questa opportunità, garantendo allo stesso tempo che un accordo internazionale protegga gli interessi fondamentali dell'Europa”, conclude.


Definito dunque un calendario fiscale per i prossimi due anni, sulla base della tabella di marcia disegnata nel piano d'azione in materia fiscale trasmesso dalla Commissione lo scorso 15 luglio. Tra le misure esposte si evidenzia l'intento di una maggiore trasparenza pubblica (proponendo la pubblicazione da parte delle grandi imprese delle loro aliquote fiscali effettive), il contrasto al ricorso abusivo alle società di comodo con nuove azioni anti-elusione, e il sostegno alle imprese affinché finanzino le attività attraverso capitale proprio anziché utilizzare il debito. In conclusione, la Commissione ha poi varato una raccomandazione sul trattamento nazionale delle perdite, che invita gli Stati membri “ad autorizzare il riporto delle perdite per le imprese almeno all'esercizio fiscale precedente”, spiega la nota. Un aspetto che potrebbe avvantaggiare le aziende redditizie nell'era pre-pandemica, che saranno in grado dunque di sanare le perdite subite nel 2020 e nel 2021 con le imposte pagate prima del 2020.